Storia

La storia completa del Circolo Nautico e della Vela Argentario, dal 1974 sino ad oggi.

Il Circolo Nautico e della Vela Argentario nasce dalla fusione avvenuta nel 1974 fra il Circolo Vela Argentario ed il Circolo Nautico Porto Ercole, entrambi fondati nel 1963 con sede, pontili e strutture in Porto Ercole.

Con la costruzione, nei primi anni settanta, del nuovo Marina di Cala Galera, i due circoli decidono nel 1975 di unire le forze e di trasferire la Sede nel nuovo Marina dove viene migliorata di anno in anno e dotata successivamente di bar, ristorante e zona balneare con terrazza prendisole.

Rimangono invece in Porto Ercole i due pontili galleggianti (Nord e Sud).

 

Gli ultimi 20 anni

Negli ultimi 20 anni il Circolo ha consolidato le proprie strutture e la propria posizione come centro di vita sociale e sportiva di Porto Ercole e dell'Argentario.

Le strutture infatti, sia a mare che in terra, hanno visto un continuo e costante miglioramento: a mare, con la sostituzione dei vecchi pontili fissi e dei corpi morti con nuovi pontili più grandi e galleggianti; a terra, con l'acquisto delle "cale" attigue ai pontili Nord e Sud e con la sistemazione della Sede (tra i maggiori lavori l'ampliamento, il terrazzamento esterno, l'apertura sul lato nord verso la terrazza, il rinnovo pressochè totale degli arredi e degli impianti).

L'attività sportiva è rimasta sempre intensa: oltre all'ormai tradizionale Campionato Invernale (con la partecipazione di numerose imbarcazioni), sono stati organizzati, specialmente negli ultimi anni, vari campionati nazionali ed europei e tappe dei circuiti nazionali delle classi più affermate e prestigiose, dai Mumm 30 ai Beneteau 25, dai First 40.7 agli Ufo 22 per non parlare dei J/24 che presso il Circolo hanno fatto la base della loro Flotta Argentario, la più numerosa ed attiva in Italia, con oltre trenta J/24.

Il Circolo si è anche dotato di un J/24 sia per fare Scuola Vela (aperta sia ai giovani che ai meno giovani), che per l'uso da parte dei soci.

Gli ultimi 20 anni Gli ultimi 20 anni

 

I primi 20 anni

di Francesca Lodigiani

Argentario. Un nome che sa di mare, di sole, di estate, di vacanze ma anche di week-end invernali, di passeggiate nel suo interno, di cavalcate in Maremma di uscite a vela in giornate gelide e terse. La sua storia è molto antica, risale al periodo enolitico, ma quella recente, quella che ne ha vista la trasformazione in un luogo di villeggiatura alla moda e frequentato da molte persone, comincia solo una ventina di anni fa. E tanti ne sono passati da quando nel 1963 furono creati il Circolo Vela Argentario e il Circolo Nautico Porto Ercole, dalla cui fusione nel febbraio 1974 è nato il CNVA di cui si festeggia quest'anno il ventennale.

Il primo a nascere è il Circolo della Vela Argentario, costituito il 26 marzo 1963 da Cino Corsini, Mario Enrietti, Giorgio Garbasso, Lorenzo Rosselli del Turco e Fabrizio Serena, un gruppo di amici ed appassionati velisti decisi ad unire le forze per comperare insieme una gru mobile per l'alaggio e il varo delle proprie Stelle. Scopo del Club è quello di dedicarsi allo sport velico, e condizione essenziale per farne parte è l'essere possessori di barche a vela.

La gru, affidata alle cure di un marinaio, durante i primi mesi di vita del Circolo viene tenuta a Santo Stefano. Poi, nel giugno 1963, tutto si sposta a Porto Ercole, dove è la sede sociale e dove è stata ottenuta dal demanio una concessione per mettere le barche a mare. Organizzati i corpi morti, comprate alcune boe, con la Coppa di Primavera riservata alle Star, il 28 e il 29 giugno dello stesso anno, parte l'attività agonistica.

In autunno il Consiglio decide di chiedere ufficialmente al principe Bernardo di Olanda e alla allora principessa Beatrice, ospiti di Porto Ercole, di voler far parte del Club e di fissare una data per lo svolgimento della Coppa Pincipe Bernardo: proposte che vengono entusiasticamente accolte.

La parte più antica di Porto Ercole e in primo piano uno dei pontili del CNVA Lo yacht dei Reali d'Olanda

 

Avoltore, Champagnino, Calypso, Legionario, Chile Verde, Gloriana, Venus, Pegaso non sono che alcuni dei nomi delle stelle che formano la flotta del CVA.

La "rivalità sportiva" è grande tra i vari equipaggi e ancora oggi si racconta di quella mitica tra Corsini, del Turco e Serena in perenne competizione tra loro. Ogni occasione è buona per mettere giù tre boe e per regatare, magari con l'aiuto di qualche amico con motoscafo come Larry Thorne che fa da giuria. Non importa che tempo faccia. Anzi a questo proposito è rimasta famosa nella anedottica del Circolo la volta in cui con un potente maestrale c'era chi non voleva uscire per paura di danneggiare la barca. Filippo Theodoli era però di diverso avviso e proclamando "oggi si distingueranno i bimbi dagli adulti" si avviò fuori dal porto... dove una potente raffica gli ruppe immediatamente l'albero. La sera poi ci sono i "circolo parties". La sede è piccola e senza cucina, ognuno porta qualcosa da casa, anche i Reali d'Olanda, e si resta insieme fino a tardi.

Stelle all'ormeggio davanti alla sede sociale in una delle prime regate organizzate dal CNVA

 

Alle regate ufficiali fanno da controcanto quelle organizate estemporaneamente con un giro di telefonate nei week-end e durante l'estate. Grosso successo ha la regata "per donne al timone" la cui prima edizione è vinta da Giovanna Serena.

Altre timoniere sono Francesca Sedati, Lisa Bucci Casari, Desideria Corsini, Luciana Garbasso.

La flotta di Star dell'Argentario è una delle più numerose in Italia, e quando non si esce in Star ci sono nella laguna i Vaurien, numerosissimi ai "Canottieri" di Orbetello, Circolo col quale la collaborazione è grande e dove i giovanissimi del CVA si fanno le ossa.Nel 1966 viene organizzata la prima regata importante, il Campionato Italiano di Stelle. Lo vince Franco Cavallo. Nel 1968 il Campionato Italiano Stelle è attribuito nuovamente all'Argentario, e lo vince Flavio Scala. Vengono disputate quindi nelle acque di Porto Ercole anche le regate di selezione per le Olimpiadi.

Fabrizio Serena di Lapigio, in equipaggio con uno dei figli, incomincia intanto a rappresentare con la Stella il Circolo anche all'estero. Arriva quarto ad un Campionato europeo di primavera, partecipa ad un mondiale in Svezia, al combattutissimo Campionato Nordamericano a Miami, agli europei di Napoli e a numerose altre competizioni.

Partenza di Stella

 

Con gli anni aumentano gli appassionati di vela che si fanno soci del CVA, e aumenta la "flotta sociale" della quale fanno parte anche molte barche d'altura come il Raggio Verde di Mario Enrietti, il Blow Up di Chito Varoli, il Miss One di Enrico Middleton, i vari Kerkyra di Marina Spaccarelli Bulgari, l'Ulada di Harvey Telfner, i Marina di Carlo di Mottola, che non mancano di participare a numerose competizioni in tutta la penisola e, in particolare, alla Coppa Principessa dei Paesi Bassi (oggi Coppa Regina dei Paesi Bassi), una regata notturna su percorso Porto Ercole, Formiche di Grosseto, Giglio, Giannutri, Porto Ercole.

Dopo l'Olimpiade del 1968 il CIO decide di sostituire nei giochi olimpici la Stella con il Soling. A Porto Ercole, pur rimanendo forte il numero delle Stelle, incominciano ad arrivare i Soling. Uno dei primi è quello di Costantino di Grecia, inizialmente all'Argentario ospite dei Reali d'Olanda, il quale passerà poi alcune stagioni qui senza mai stancarsi di uscire ad allenarsi e a regatare. E c'è chi ricorda la soddisfazione di un equipaggio del CVA, quando riuscì a battere sonoramente Costantino, che aveva a prua Juan Carlos di Borbone, futuro Re di Spagna.

Premiazione nella sede del CVA. Da sinistra: Cino Corsini, Giorgio e Luciana Garbasso, Fabrizio Serena, e i giovani Serena Cornaggia e Orlando.

 

Ma il 1963 non è solo l'anno di nascita del CVA. Il 3 dicembre 1963 infatti Marco e Lorenzo Bucci Casari, Giuseppe Lignana, Vito Reale, Paolo Rebecchini, Vittorio Figarolo di Gropello, Luchino Notarbadolo di Villarosa, Federico Sensi e Oddone Colonna di Paliano, fondano lo Yacht Club Porto Ercole, del quale viene nominato presidente Federico Sensi e segretario Oddone Colonna. Scopo del Club, che dopo qualche mese cambia denominazione e diventa Circoio Nautico Porto Ercole, è quello di "diffondere lo sport nautico e lo sport in genere, sia sotto l'aspetto culturale e agonistico, sia sotto quello ricreativo".

Soling al Via

 

Porto Ercole è nel periodo della sua espansione, alle costruzioni sulla banchina sud stanno seguendo quelle della parte nord, non ci sono però ancora molte infrastrutture e i fondatori del Club decidono di crearsele in questo modo. Nasce I'ottimo ristorante, il bar, il pontile per l' ormeggio di barche a motore e a vela, la cala-magazzino, la nuova e bella sede alla "Flotta", lo spazio balneare a Cala Galera. Il Circolo animato da soci instancabili come Aldo Barra, che ne fu a lungo segretario generale, Ico Bianchi di Lavagna, Alberto Orsolini Cencelli, Vittorio di Gropello, Gianfranco Sbordoni e tanti altri, è un punto di riferimento per amici e ospiti.

La sera vengono organizzati tornei di carte, feste e cene (chi può scordare il bravissimo maitre Valentino e le sue celebri crèmes brùlées?), mentre durante il giorno si parte in motoscafo dal pontile e ci si trova in spiaggia o nelle varie cale lungo la costa del promontorio.

I "mondani" e "gaudenti" del Circolo Nautico vengono guardati con una certa ironia dai "supersportivi" del Circolo della Vela e tra i due Clubs si instaura un certo antagonismo che ancora oggi a volte riemerge scherzosamente nei discorsi degli antichi protagonisti.

In realtà molti soci del CNPE conducono con successo attività sportive sia nel campo della vela che in quello dell'"offshore": è il caso, ad esempio, di Sergio Sonnino Sorisio che, coadiuvato da Roberto Giuriati (distratto per qualche momento dalle regate sulle imbarcazioni a vela della Marina Militare), si afferma per due anni consecutivi nella Viareggio - Bastia - Viareggio conquistando il Trofeo Elica d'Oro con il leggendario scafo X1 Italcraft. Sempre nell'offshore, Francesco Cosentino, dopo un debutto della squadra Italcraft, prosegue in una brillante carriera sportiva conquistando titoli su titoli in Italia e all' estero.

Il principe Bernardo premia Filippo Theodoli L'X-1 Italcraft di Sonnino Sorisio nella Viareggio-Bastia

 

Anche il Circolo Nautico ha la sua anedottica fatta di recordi belli, ma anche di momenti di ansia. E' il caso di una sera del luglio 1966 quando una flotta imponente di imbarcazioni di tutti i tipi prende il mare da Porto Ercole, a buio ormai sceso, alla ricerca del gozzetto di 4 metri di Mary Bucci Casari che risulta mancante, e che forse è stato sospinto al largo dalla tramontana che aveva cominciato a soffiare al calar del sole. Le ricerche in mare proseguono per tutta la notte, i mezzi più potenti si spingono lontanissimi in ogni direzione, interviene anche il Soccorso Aereo di Vigna di Valle, ma senza successo. All'alba però il lieto fine: la fragile imbarcazione, con il fuoribordo in avaria, viene trovata dal marinaio Nandino a ridosso dell'lsolotto. Non riuscendo né a rimontare il vento con la pagaia né a richiamare l'attenzione dei soccorritori, Mary pescava con la lenza aspettando filosoficamente il giorno... Un'esplosione di champagne e cappuccini festeggia lo scampato pericolo.

Il 1971 è l'anno in cui iniziano i lavori per la costruzione di Cala Galera, un avvenimento determinante sia per l'Argentario che per i due Circoli. Infatti nel 1973 un'idea già affiorata altre volte incomincia a prendere seria consistenza: l'idea di fondere i due Clubs. La decisione però non è semplice, da una parte c'è la prospettiva allettante di unire le forze e di trasferirsi insieme a Cala Galera intorno a cui graviterà senza dubbio il mondo dello yachting dell'Argentario, dall'altra ci sono le riserve di alcuni soci basate anche sul famoso "antagonismo storico" e sul desiderio di rimanere in pochi.

Gli allievi si preparano all'uscita Scuola vela su Vaurien, Tavole a vela, Soling e Piviere

 

Ma il buonsenso, la passione e l'entusiasmo di un gruppo di soci dei due Clubs tra cui Fabrizio Serena e Oddone Colonna, presidenti rispettivamente del CVA e del CNPE, hanno presto la meglio: si lavora al progetto per tutto il 1973, poi finalmente, il 9 febbraio 1974, nasce il CNVA, che per ragioni di affiliazione alla FIV adotta come guidone sociale quello bianco-verde del CVA con la nuova sigla. Presidente del Circolo viene nominato l'ammiraglio Giuseppe Roselli Lorenzini, che per due anni, affiancato dai due vecchi presidenti, timona con perizia e diplomazia la nuova associazione, superando brillantemente gli scogli delle prime navigazioni e riscuotendo il plauso e la gratitudine di tutti.

La sede, all'inizio a Porto Ercole, viene trasferita nel 1975 a Cala Galera dove viene migliorata di anno in anno e dotata successivamente di bar, ristorante e zona balneare con terrazza per prendere il sole. Rimangono invece a Porto Ercole i due pontili, quello cosidetto di Edoardo e quello di Egidio, dai nomi dei bravi marinai ai quali essi sono affidati con le due cale e gli ormeggi. La segreteria è condotta da Enzo Marmotti e "Capo" Gatto, ormai istituzioni dei rispettivi Circoli della Vela e Nautico: Giuseppe Gatto lascerà il Circolo nel 1980 tra il rimpianto di tutti.

 

Chica Tica di Carlo di Mottola in Brasile dopo la regata Città del Capo-Rio de Janeiro

Il 1975 è un anno di rodaggio: prosegue l’iniziativa della scuola per gli allievi, iniziata dal CVA sotto la guida di Anteo Rossi e con l’aiuto di alcuni soci che mettono a disposizione le proprie barche e la propria opera di istruttori, si organizzano "social events" per fare incontrare tutti i soci, e a settembre viene disputata la prima manifestazione velica importante: il Campionato Italiano Soling che è vinto da Flavio Scala.

Aumentano intanto sempre più i soci che si dedicano allo IOR: alla Coppa "Principessa dei Paesi Bassi" di quegli anni prendono il via più di 50 barche. La settimana dell’Argentario, organizzata dallo Yacht Club Santo Stefano, è nel suo momento d’oro; non c’è domenica senza una qualche regata IOR con percorso tra le isole; nell’autunno del 1975 prende il via il 1° Campionato Invernale dell'Argentario, una competizione che di anno in anno acquista un sempre crescente successo fino a diventare, all’inizio degli anni ‘80, (a detta degli esperti) la serie di regate invernali più importante del Mediterraneo.

La Regina d'Olanda con l'Ammiraglio Roselli Lorenzini

 

La seconda metà degli anni settanta è un periodo di grandi regate e crociere nei nostri mari; è però anche il momento del fascino dell'Atlantico, fascino che raggiunge pure gli armatori italiani e quelli del CNVA in particolare. Nel 1976 Carlo di Mottola col suo Chica Tica II vince "over all" la Capetown-Rio de Janeiro. Il Chica Tica II è un 3a classe e durante la regata è condotto da cinque membri di equipaggio. Sempre di Mottola col Chica Tica III partecipa e vince nel 1980 la "Round the British Islands Race", una competizione di 2000 miglia tradizionalmente dominata dagli inglesi... e da un tempo orribile!

Non è però l’unico dei soci del CNVA a cimentarsi con gli oceani. Il Miss II di Enrico Middleton attraversa l’Atlantico due volte quasi ogni anno. Titta Capri Cruciani con i suoi Pulsar partecipa a regate atlantiche e nei Caraibi, Elio de Sabata col suo Rebelot vince la prima Swan Cup (1980) e si classifica al 3° posto in tempo reale nella prima Regata dei Caraibi del RORC nel 1981, partecipando poi alla Antigua Week.

Ingaggio tra Miniton

 

Nell 1977 il CNVA organizza il Campionato Italiano di IV classe e nel 1978 fa la sua entrata nel mondo della vela internazionale facendo disputare nelle acque dell’Argentario il Campionato del mondo dei Minitonner che viene preceduto da quello italiano (per la selezione della nostra squadra) che si corre sempre a Porto Ercole qualche settimana prima. Per la Mini Ton Cup si presentano al via più di 50 barche in rappresentanza di 12 nazioni. La manifestazione ha grande successo sia dal punto di vista agonistico che da quello mondano con il suo "clou" nella festa alla Rocca per l’occasione completamente illuminata da torce e ravvivata da fanciulle in costume d’epoca.

Si intensificano frattanto i rapporti con gli altri Circoli. Dopo la reciprocità con lo Yacht Club di Porto Santo Stefano (la prima per ovvie ragioni geografiche), si stringono accordi con lo Yacht Club di Punta Ala e con il Circolo del Remo e della Vela "Italia" di Napoli. Gli scambi con quest’ultimo sono frequentissimi, si organizzano regate in comune, tra cui il Trofeo del Tirreno Centro Meridionale che lega Porto Ercole a Napoli in una simpatica commistione di sport e mondanità.

Geronimo vincitore del VII Campionato Invernale dell'Argentario

 

La Principessa dei Paesi Bassi sale al trono: il Circolo perde una regatante ma acquista una Regina, che in una simpatica lettera al presidente Giuriati ringrazia per gli auguri e accetta l’invito a diventare socia onoraria permanente del CNVA.

Le signore del resto sono parte attiva nella vita del Club. Lo Statuto, anche nella sua versione più recente elaborata dal vice presidente dell’epoca Nino D’Antona (uno dei protagonisti della realizzazione del circolo unificato), ammette le donne quali soci fondatori ed esse non rifuggono dalle cariche sociali. Lydia Orlando ad esempio è una dinamica Consigliere alla Casa alla fine degli anni ‘70 e di lei si ricorda tra l’altro la volta in cui, durante una importante quanto affollata premiazione, con la sua esile ma energica persona cercava inutilmente di opporsi ad un gruppo di affamati velisti ventenni, grandi come armadi, nel vano tentativo di salvare per le autorità gli ultimi due piatti di tramezzini e pizzette fumanti...

Boomerang di Lo Faro

 

Mentre con gli anni cresce l’attività sociale e il numero dei soci, cresce anche la fama del Club nel mondo della vela agonistica. Dopo l’esperienza positiva dei Minitonner deI ‘78, nel 1980 viene assegnata al Circolo l’organizzazione del Campionato Nazionale V classe e Miniton, nell 1981 è la volta del Campionato Italiano Soling vinto da Maurizio Bolens, nel 1982 quella del Campionato Italiano la, 2a e 3a classe IOR, il più prestigioso in Italia, in occasione del quale corrono nelle acque dell’Argentario le più belle barche degli ultimi anni: da Brava ad Almagores a Mandrake, Primadonna, Fantasque e molte altre. Nel 1983 infine si svolgeranno i Campionati Italiani di J24, una classe in grande crescita, e le Selezioni per la squadra italiana alla celebre Admiral Cup. Ma la fama del Circolo viene tenuta alta non solo per le competizioni che organizza, ma anche per i risultati che barche dei suoi soci conquistano sui campi di regata, come le già citate Chica Tica di di Mottola, Rebelot di de Sabata, Pulsar di Capri Cruciani, e poi ancora Karina von Forell di Galgani, Geronimo di Lo Faro, Ragtime Band di Coccia, Ziggurat jr. di Pahor, Rosetta di Mosco e, "last but not least", la plurivittoriosa Brava di Landolfi che da poco alza i colori del CNVA. Per non dimenticare i giovanissimi come Di Ciò, Lo Faro, Mosco e altri che sulle imbarcazioni più piccole cominciano a mietere successi, e l’agguerrito plotone dei windsurfisti animati da Massimo Mariotti infaticabile organizzatore di regate in mare e in laguna.

Almagores, vincitore del Campionato Italiano nella prima classe

 

Brava di Landolfi Karina von Forell di Galgani

 

Il messaggio augurale di S.M. la Regina d'Olanda Susanna Agnelli sindaco di Monte Argentario e socia del CNVA premia l'armatore di Brava alla conclusione del Campionato Invernale 1982/83

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